Chiaravalli

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Case Study

Chiaravalli

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CLIENTE

  • Chiaravalli

SETTORE

  • Industria meccanica

PROBLEMA

  • Passaggio della gestione della posta elettronica in cloud
  • Accesso degli utenti alle risorse aziendali non protetto
  • Limiti all'utilizzo del gestionale anche in smartworking

TECNOLOGIA COINVOLTA

  • Microsoft Azure
  • Microsoft Exchange in cloud
  • Virtual Desktop Interface
  • MFA

OBIETTIVI

  • Migrazione della posta da server locali a server in cloud
  • Impostazione dell'autenticazione a due fattori per ogni account utente
  • Possibilità di utilizzo del gestionale da tutte le sedi e in remoto

SOLUZIONE ADOTTATA

  • Microsoft Azure
  • Microsoft 365 tenant management
  • WatchGuard Authpoint

RISULTATI

  • Migrazione della posta a Microsoft Exchange in cloud
  • Estensione dell'utilizzo del gestionale centrale a tutte le sedi
  • Utilizzo sperimentae delle tecnologie di desktop virtuale VDI

SITO WEB

Chiaravalli sceglie il cloud come supporto del business

Il gruppo di eccellenza nel settore meccanico sceglie un ambizioso progetto di digital transformation per rendere l’infrastruttura IT più flessibile, veloce e sicura grazie al cloud.

ChiaravalliChiaravalli Group Spa è un’azienda che produce componenti per trasmissioni meccaniche e componenti di alta precisione. Nata nel 1955 dall’ingegno di Silvio Chiaravalli, l’azienda è cresciuta negli anni sviluppando nuove linee di prodotti, creando tre nuovi stabilimenti con una forza lavoro arrivata oggi a 250 dipendenti.

Chiaravallli è una realtà dinamica, che fornisce i più prestigiosi marchi italiani ed esporta in 52 paesi, in un contesto internazionale altamente concorrenziale. Un’azienda dedicata all’innovazione, alla ricerca di ogni elemento in grado di far evolvere le performance.

In quest’ottica, l’azienda ha scelto un progetto di trasformazione digitale globale, che investe la infrastruttura IT, la cyber security e l’ecosistema di app per il lavoro in ufficio, abbracciando il cloud e il concetto di smartworking a ogni livello.

Da dove comincia un progetto di digital transformation?

Secondo Andrea Chiaravalli, CEO dell’azienda:

Il progetto globale di digital transformation è partito con la sostituzione dei nostri vecchi firewall con nuove macchine WatchGuard. Qui abbiamo conosciuto Pipeline in qualità di rivenditore WatchGuard e di system integrator. Abbiamo lavorato bene insieme e i loro tecnici hanno individuato altre aree di intervento

Da una semplice richiesta, abbiamo valutato le capacità del cloud e la possibilità concreta di rendere tutta l’azienda più sicura, snella e performante. Non esiste un punto esatto da cui iniziare un progetto così ambizioso, si parte da una necessità concreta e si avvia un programma basato sulla fiducia nella qualità delle tecnologie e della consulenza

Da qui, nei mesi seguenti, sono state messe a fuoco precise aree di intervento con una programmazione delle azioni specifica su diversi fronti IT:

  • Passaggio da Microsoft Exchange on premise a Exchange in cloud
  • Introduzione della autenticazione multi-fattore (MFA) in sicurezza per gli account
  • Valutazione del nuovo progetto Virtual Desktop Interface su Azure

La gestione della mail, da server locali al cloud

La mail è ancora un fondamento della comunicazione e dei progetti aziendali. Nella nuova concezione di infrastruttura centrata sull’utente, era necessario il passaggio progressivo da una gestione della posta basata su server locali a una gestione su server in cloud.

Il progetto di migrazione è iniziato in modo progressivo e costante. Ad oggi la mail di 50 utenti è già passata a Exchange Online e all’ecosistema di Office 365. I tecnici Pipeline hanno fatto formazione a un IT manager interno che sta portando a termine tutte le migrazioni.

Questo progetto permetterà ai singoli utenti di poter accedere alla propria mail da più dispositivi (PC desktop, laptop, smartphone) e da qualunque luogo connesso alla rete, con gli stessi standard di sicurezza aziendali. Una infrastruttura necessaria per lo smartworking.

Autenticazione Multifattore per l’accesso a Office 365

La necessità di poter accedere alle risorse informatiche aziendali da qualsiasi luogo ha richiesto l’introduzione di sistemi di verifica dell’identità veloci ed efficienti. Tra questi c’è l’Autenticazione Multifattore, ovvero la conferma dell’identità su un’applicazione presente su un dispositivo personale, come lo smartphone per accedere al proprio computer.

La soluzione adottata è stata WatchGuard Authpoint, che ha permesso a tutti gli utenti, sia on premise che in cloud di poter accedere in sicurezza al proprio ecosistema Office 365, con file e app disponibili in locale e online.

In quest’ambito è stato realizzato inoltre un Access Portal con annessa pagina web raggiungibile dall’esterno, che permette di pubblicare e rendere operativi servizi informatici interni come ad esempio la intranet, il gestionale Dynamics Navision e il desktop remoto.

La rivoluzione remote desktop

Proprio la tecnologia RDP (Remote Desktop Protocol) ha permesso ai collaboratori dell’azienda di poter continuare a lavorare anche durante il lockdown. Con l’RDP ogni dipendente ha potuto utilizzare le applicazioni interne attraverso un portale HTML5 e protetto da WatchGuard Auhtpoint.

A livello tecnico, è stata creata una VPN statica tra la sede dell’azienda e il tenant in cloud su Microsoft Azure, con macchine virtuali in modalità VDI (Virtual Desktop Interface) che rendevano disponibili le app sui server locali anche in remoto.

I dipendenti Chiaravalli hanno potuto accedere al gestionale Dynamics Nav e ai file aziendali anche da casa propria e con la massima sicurezza e controllo. Un grande vantaggio reso possibile dal cloud, con le macchine Azure che accedono ai dati preseti sui server locali.

L’azienda sta valutando nuove applicazioni della tecnologia Remote Desktop e VDI, testandole in un ambiente virtuale su Microsoft Azure, che potrebbe un giorno sostituire il client interno.

Le tecnologie remote Desktop e VDI permettono di trasferire il desktop e le app di un computer personale in cloud. Il vantaggio è quello di risparmiare sulle prestazioni hardware del dispositivo, lasciando alle macchine in cloud il carico di lavoro e la trasmissione dei dati.

Il gestionale diffuso su tutte le sedi aziendali grazie alle VPN

Un’altra innovazione, quasi conseguente, è stato implementare un ulteriore collegamento delle varie sedi attraverso delle VPN (Virtual Private Network) tra i firewall W, connessioni di rete criptate dedicate esclusivamente ai dati aziendali. In questo modo è stato possibile consentire l’accesso al gestionale, installato inizialmente solo nella sede centrale, in tutte le sedi aziendali.

Un'innovazione importante per sincronizzare dati e flussi produttivi tra siti di produzione e stoccaggio dei materiali, eliminando le asimmetrie informative e migliorando le performance globali. Un’esigenza per un’azienda come Chiaravalli che crescendo ha moltiplicato le proprie sedi ma che deve reagire ai cambiamenti tenendo conto di tutte le risorse disponibili.

Chiaravalli

Quando l’IT lavora a favore del business e la collaborazione con Pipeline

Fabio Gioachini, CIO di Chiaravalli, si è detto molto soddisfatto del lavoro svolto dal team IT interno, che conta anche Sandro Cerutti, CTO ed Elvio Moretti, IT Support.

Dopo anni di esperienze di livello in aziende multinazionali come Siemens, Microsoft e centri di ricerca, è stata una soddisfazione poter applicare l’esperienza acquisita in un ambizioso progetto di business

Un progetto ambizioso, partito grazie a una dirigenza aziendale che ha creduto nella tecnologia e alla proficua collaborazione all’interno del reparto IT. I miei colleghi hanno infatti eseguito in autonomia diverse operazioni previste dal cronoprogramma elaborato insieme ai tecnici IT di Pipeline

 

Flessibilità, velocità e sicurezza della tecnologia

Il CEO Andrea Chiaravalli, così ha commentato i risultati raggiunti:

Chiaravalli oggi conta sei sedi e 250 dipendenti, ed è a tutti gli effetti un player europeo e mondiale. Una condizione che richiede estrema flessibilità delle soluzioni IT, velocità di servizio e sicurezza di dati e accessi. Crediamo nella tecnologia come supporto del business e la partnership con Pipeline ci ha permesso di attuare un ambizioso piano di modernizzazione per proiettare Chiaravalli nel futuro

Fabio Gioachini, CIO di Chiaravalli, ha aggiunto che:

Il lavoro svolto insieme a Pipeline è stato molto proficuo. In particolare, sono rimasto colpito dalla capacità dei tecnici, di formare e coinvolgere risorse IT interne dell’azienda. Una mossa tattica che ha permesso ai ragazzi di apprendere nuove competenze e dare man forte sui tempi di realizzazione del progetto, in sinergia con i tecnici Pipeline

Emanuele Rancati, IT Director di Pipeline, ha commentato:

La collaborazione nata con Chiaravalli è un esempio del valore della consulenza informatica in un’azienda. Partita con una specifica richiesta, siamo stati in grado di rilevare in breve tempo problemi esistenti, rischi, ottimizzazioni e opportunità. Valutazioni che si sono trasformate in un cronoprogramma condiviso e attuato con l’appoggio della dirigenza e del reparto IT interno