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Motociclismo, il mensile delle due ruote, accelera con il digitale

Evento in Piazza Gae Aulenti - Motoweeks

Come fare un giornale che parla di moto in smart working? Ce lo raccontano Federico Aliverti, Direttore Editoriale e Francesco Forte, IT Manager di Edisport. Una lezione di adattamento e innovazione tra carta, asfalto e Microsoft Teams. Intervista a quattro con Giuseppe Nocita, CEO di Pipeline e Davide Acerbi, Digital Marketing Manager.

Francesco Forte
IT Manager di Edisport
Federico Aliverti
Direttore Editoriale
Giuseppe Nocita
CEO Pipeline
Davide Acerbi
Digital Mktg Manager

Nocita: Credo che fare un giornale di motociclismo, durante i mesi di lockdown, con le relative limitazioni agli spostamenti e ai contatti umani, sarebbe stato semplicemente impossibile usando i vecchi strumenti. Per questo siamo molto felici di questo incontro con il Direttore Editoriale di Motociclismo, Federico Aliverti  e l’IT Manager, Francesco Forte, perché questa continuità è il risultato di una scelta coraggiosa compiuta da Edisport: passare all’utilizzo di software in cloud per tutti i collaboratori.

Acerbi: In un’ottica più ampia abbiamo visto come, a causa della necessità, il digitale abbia sfondato ogni resistenza fisica e culturale, conquistando in pochissime settimane lo spazio che non aveva raggiunto in tutti gli anni precedenti. Per questo, incuriosito dagli effetti dell’espansione tecnologica in un settore molto legato alla propria tradizione, vorrei rivolgere alcune domande a Federico e Francesco.

Acerbi: Ciao Federico, qui in Pipeline siamo da sempre grandi fan dell’innovazione digitale, ma ammettiamo che stavolta è stata un po’ violenta. Ci racconti come l’avete vissuta nella redazione di Motociclismo?

Aliverti: Abbiamo provato diversi sentimenti. All’inizio è stata la salvezza. Ognuno di noi si è scaricato ogni app di connessione possibile pur avendo già Microsoft Teams come strumento di base. Tutto questo era nuovo e l’abbiamo vissuto con un misto di curiosità ed euforia. Eravamo consci di quello che stava accadendo, ma felici di poter dialogare e lavorare ai nostri contenuti. Poi, con il passare delle settimane l’entusiasmo è calato e abbiamo sperimentato anche ansia e stress. Il digitale è fantastico, ma il nostro modo di lavorare era molto diverso.

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Nocita: In effetti, se penso a Motociclismo, mi vengono in mente prove su strada, anteprime dal vivo, come avete sostituito la parte di presenza e contatto fisico?

Aliverti: Partiamo da un fatto: la moto è un mezzo che ti cala nella fisicità più totale. Il rumore del motore, il vento addosso, la sensazione di velocità e di libertà, il ritrovo con gli amici, le gite al lago o al mare, le curve mozzafiato su montagne e colline, i panorami, il sole e la pioggia… sono gli elementi alla base della nostra passione, che è anche il nostro lavoro. Un lavoro fatto di viaggi, incontri, visite agli stabilimenti delle case produttrici, servizi dalle fiere di settore… attività che oggi sono bloccate e ci mancano moltissimo.

Forte: Nel mentre però, ci siamo anche resi conto che, grazie al digitale, abbiamo potuto risparmiare moltissimo tempo e costi. Se prima i nostri giornalisti prendevamo treni e passavamo notti fuori casa anche per fare una sola intervista, oggi, grazie alla nostra rete di contatti, possono svolgerla via Teams da casa o dalla redazione. So che avrebbero preferito viaggiare, ma è comunque una nuova possibilità

Acerbi: Ma questo non era possibile anche prima della crisi? Forse la tecnologia ha cambiato la cultura?

Aliverti: La necessità imposta dal virus ha cambiato le modalità abituali di contatto. Prima chiedere a un dirigente o a una persona importante una intervista via Teams sembrava poco rispettoso da parte di un giornalista. Adesso non esiste più un problema di “lesa maestà” ma con persone nuove è comunque più difficile creare un clima di confidenza con il digitale. Speriamo che questo possa cambiare nel tempo.

Forte: Come IT Manager aggiungo due aspetti: il primo è l’utilizzo sempre più efficiente e confidente da parte sia della redazione che degli interlocutori esterni, che prima preferivano sempre gli strumenti tradizionali. Il secondo è stato il netto miglioramento della qualità delle comunicazioni audio video. Anche se l’Italia presenta ancora molte situazioni territoriali critiche sulla banda larga, la rete ha fatto passi da gigante.

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Nocita: E il lavoro di redazione? Com’è cambiato?

Forte: Da un punto di vista tecnico, il flusso editoriale è stato ormai da anni completamente digitalizzato. Noi utilizziamo una piattaforma Woodwing che ci consente la preparazione di un numero di Motociclismo con estrema efficienza, allocando digitalmente articoli e spazi fino alla revisione e alla stampa. L’unica differenza è che prima tutto ciò avveniva in redazione, ora i collaboratori sono tutti in smart working.

Aliverti: Alcuni aspetti sono migliorati, soprattutto perché, se mi consente una metafora, abbiamo spostato il concetto di collaborazione dalle riunioni in presenza alle cartelle condivise. Con il cloud e le soluzioni di Microsoft 365, ora anche più persone possono lavorare sullo stesso documento, senza moltiplicarne le versioni e accedendo a un unico spazio cloud con protezione i e backup. Un approccio che ha conquistato anche i membri del board di amministrazione, nonostante un po’ di fatica iniziale.

Acerbi: Quanto ha contato in questo periodo l’apporto di Pipeline?

Forte: Sin dall’inizio abbiamo avuto un buon feeling e una ottima esperienza. Abbiamo trovato in Pipeline un partner esperto e affidabile, che ha ascoltato le nostre esigenze. È stata capace, ad esempio, di introdurre gli strumenti e le tecnologie cloud in modo progressivo, senza cambiare i connotati delle interfacce a cui erano abituati i nostri utenti. Per questo, allo scoccare del lockdown, abbiamo dovuto prendere confidenza con i nuovi strumenti, sì, ma a livello di sistema erano già tutti installati e configurati per ogni utente.

Aliverti: Io vorrei ringraziare Pipeline per l’attenzione e la comprensione. Il digitale negli ultimi anni ha ridotto drasticamente i margini deLl’editoria, ed è un aspetto di cui tener conto quando si parla di investimenti tecnologici. Stiamo cercando di uscire dalla logica del “basta che funzioni” e orientarci verso software moderni e sicuri, ma è importante l’equilibrio economico delle proposte. L’approccio di Pipeline è stato collaborativo e convincente.

Nocita: Grazie. Rispetto alla parte fisica, ho sentito che state lavorando a un grande progetto per portare i nuovi modelli delle grandi case tra la gente…

Aliverti: A nostro parere le moto hanno bisogno di essere toccate. Oggi le grandi case tra cui Benelli, BMW, Ducati, Guzzi, Honda, Suzuki, Triumph, ecc. stanno sfornando nuovi modelli che però, in assenza di grandi esposizioni internazionali, non possono essere visti e toccati dal vivo. Per questo abbiamo organizzato una rassegna di esposizioni in Piazza Gae Aulenti, dedicata a pochi visitatori per volta, che darà visibilità ai nuovi modelli di queste grandi case.

Sarà un momento di ritrovo, non di assembramento eh (scherza), per gli addetti del settore e per tornare a emozionare il pubblico dei proprietari e degli appassionati. Un lavoro di collaborazione tra i giornalisti e gli event manager di Motociclismo, le istituzioni milanesi e le grandi aziende di questo settore, alcune delle quali presenteranno gli ultimi modelli in anteprima mondiale. Un bel segnale di ripresa per le due ruote, per l’Italia e per Milano.

Nocita: Cosa vi aspettate dai prossimi mesi e quale augurio per il futuro ai vostri lettori e al mondo del motociclismo?

Aliverti: Auguro a tutti gli amici lettori e motociclisti di poterci rivedere sulle strade di tutta Italia, su qualche passo alpino, a rifocillarci insieme dopo tanti km. Noi di Motociclismo saremo sempre lì con loro a mostrare novità, scrivere recensioni, scoprire nuovi luoghi e nuovi modelli. Abbiamo bisogno di ridare calore ed entusiasmo a una comunità dalle spiccate doti umane e civili. Pensando a noi giornalisti, auguro a tutti di poter riprendere presto a viaggiare e vedere di nuovo splendide esposizioni, stabilimenti e circuiti. Il tutto in un nuovo equilibrio col digitale.

Forte: A livello personale, mi unisco all’augurio di Federico, forza ragazzi teniamo duro ancora un po’! Pensando invece al mio ruolo di IT Manager, ci sono ancora tanti begli obiettivi da raggiungere, come ad esempio creare i gruppi su Teams, abilitare la condivisione di progetti attraverso il cloud, programmare corsi di formazione e lavorare all’aggiornamento tecnologico. Pur con la speranza che la situazione volga al meglio, sarebbe un peccato disperdere il potenziale di innovazione che abbiamo portato in azienda. In questo contiamo sulla volontà di ciascun collaboratore e sul supporto costante di Pipeline.

Acerbi e Nocita: Grazie a tutti, è stato un piacere lavorare per Edisport.

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